Salve a tutti, qui plato87, alias rising dark sun alias baru, baggiuri ecc...
E’ la prima volta che scrivo su queste pagine, come è la prima volta che assumo il ruolo di recensore, almeno in terreno videoludico.
Ringrazio sentitamente il Notturno Principe dei Folletti che mi ha alzato la palla per schiacciare questo primo servizio. Poter riempire queste pagine è per me un immenso onore, sia per la materia particolarissima ivi trattata sia per il rispetto che nutro nei confronti del Notturno, per me da tempo grande amico nonché fondamentale punto di riferimento non solo sul campo videoludico.
Dopo questo doveroso riconoscimento iniziale, inizio qui il mio percorso tra i titoli targati c64 tracciando una parte del mio campo d’azione, non certo l’unico, ma senz’altro quello che mi ha più coinvolto ultimamente e che ricorrerà nei miei futuri articoli.
Partiamo dall’inizio. O meglio, scavalcando quei bei tempi in cui la mia infanzia si nutriva delle cassette del Commodore 64 (di cui tuttavia i miei articoli saranno ben intrisi)… ebbene, tutto iniziò su queste pagine, sull’articolo Legend of Kage di questo blog, che riassumeva tutto il disprezzo che il Notturno nutrì per questo gioco.
Fatto sta che il solo richiamo di questo titolo, pure se in negativo, mi spinse a rispolverarlo, così ne rimediai la rom per il mio emulatore CCS64.
Anche grazie alle generose dritte di darbycrash, tuttora reperibili tra i commenti del post sopra citato, potei deliziare ed esperire i vari livelli di questo gioco come né io né mio fratello eravamo riusciti a fare e riuscii a… finirlo?
Aldilà di una breve sequenza “video” (di cui ne riporto qui sotto il finale) che decanta la vittoria del Kage (a proposito, Naruto vuole che quest’ultima parola si legga /kaghe/ e non all’inglese), non mi fu possibile raggiungere un finale risolutivo, e infatti la suddetta sequenza, con mio crescente sconforto, terminava SEMPRE con un “HOWEVER” che introduceva un nuovo rapimento della principessa appena salvata.


L’unica differenza tra i livelli del gioco, come si può evincere da queste 3 schermate del gioco, altro non è che lo sfondo del primo round (che fa da sfondo anche al round del mostro dei rispettivi livelli), e, nonostante i successivi 3 round di ogni livello siano identici tra loro, questo dettaglio da’ una certa idea dello scorrere delle stagioni (per quanto suoni strano che in Giappone le stagioni siano tre… mezza stagione persa per strada?), ma proprio come lo scorrere delle stagioni è ciclico, così questi sfondi ricorrono a ruota!!!
Non si tratta di un fenomeno isolato: anche Operation Wolf, per citare un esempio celebre, è ciclico, in maniera anche più statica e frustrante, se non altro per il povero giocatore che, già traboccante di adrenalina, convinto di aver concluso il gioco al cadere dell’ultimo elicottero del sesto livello, si ritrova catapultato al primo livello, con in più solo un punteggio più alto, un inspiegabile principio di ulcera e, semmai, la consapevolezza che è proprio quel numero più alto nella casella "score" ad essere il VERO scopo del gioco.
Non intendo con tutto ciò sminuire questi titoli, né tantomeno bestemmiare contro Operation Wolf (non è mia intenzione essere fulminato dal Padrone di casa Ready fin dal primo pezzo). Anzi, trovo che possa rivelarsi molto interessante esaminare questi e altri giochi (in particolare Renegade) sotto quest’ottica.
Tuttavia non mi sembra nobile da parte di un team di programmatori che si "trucchi" un programma di qualche centinaio di righe di comando così che un gioco da 15 minuti risulti eterno, o almeno, se può essere anche comprensibile nel caso di Legend of Kage, che altrimenti sarebbe striminzito, Operation Wolf, a mio avviso, sarebbe già "soddisfacente" al termine del sesto livello, magari con l'aggiunta di un settimo per chiudere in bellezza. D'altronde, come si dice, un bel gioco dura poco!!!
Inoltre, se si può capire come alcuni titoli passati dalla sala giochi al c64 risultino basati sul solo punteggio finale (anche quando muniti di una semplice casella hi-score invece di una classifica, come nel caso del Kage), non posso certo gioire nel vedere come questi videogames classe "anni ’80" basassero l’esperienza videoludica dei suoi utenti in un banale “gioco fino allo sfinimento”, tendendo a scartare, o comunque a ritenere irrilevante, qualsiasi ipotesi di finale che renda minimamente l’idea di una “trama” intorno ai loro “eroi”, rendendoli marionette di un gioco di strategia, piuttosto che protagonisti di epiche gesta.
In ogni caso, questo è solo un accenno sulla questione dei "giochi ciclici", il bello deve ancora venire!!! :)
un videoludico saluto dalla notte eterna
see ya
rising dark sun





